Francesco Annibali
Consulenza Editoria Comunicazione per l'Enogastronomia

 

18/11/2008
Acidité, mineralité, sapidité. Ovvero: consigli per gli acquisti del vino bianco più cool del momento

Ovvero il Rissling (come si scriveva 4-500 anni fa).

Chiamato ad assaggiare i migliori Riesling italici 2007 in quel di Naturno, mi sono fatto qualche pallida idea.


  • La qualità media dei migliori Riesling secchi italiani è senz'altro buona. E chiusa lì;
  • Se assaggiati vicino (ma non alla cieca, devo dire) ai migliori Riesling secchi del resto d'Europa - cosa che noi giudici abbiamo avuto l'opportunità di fare il pomeriggio dopo il concorso - i nostri Riesling fanno moolta, ma mooolta fatica. E non solo accanto a quelli tedeschi, ma anche accanto a quelli austriaci (a proposito: minchia che roba Pichler e Hirtzberger!!!!!);
  • Qualche cosa di di interessante dalla Nuova Zelanda, anche se esecuzioni molto "didattiche". Resto del Resto del Mondo (scusate il gioco di parole) non molto pervenuto.


[l'enologo Vincenzo Bambina e la fine del tavolo. In mezzo, a contare i moscerini, il sottoscritto]
(Foto di Francesco Pensovecchio)

E i nostri, insomma? Vi dò qualche dritta.

Se cercate i nervi, le sottigliezze, i vini affilati come lame, le cose migliori provengono dalla Val Venosta. Eccellente Castel Juval, molto buono il Falkenstein di Pratzner.

Spostandovi ad est, ovvero in Valle Isarco, il vino cresce di potenza e "larghezza". Alcuni hanno una lieve astringenza e un gusto minerale di roccia bianca, ma sempre attorniati da un frutto eccellente di pesca. Su tutti il Rockhof di Konrad Augscholl (non chiedetemi chi sia, non ne ho la minima idea). Bel palato, ma naso rustico/in divenire invece per la "superstar" Kaiton di Kuen Hof. Un vino da aspettare, o da caraffare con un bell'anticipo. Sui lieviti, leggermente abboccato ma non pesante, di chirurgica definizione Kofererhof, veramente ma veramente ma veramente buono.

Scendiamo un poco a sud e troviamo un interessante Montiggl di San Michele Appiano (bella complessità, anche se una esecuzione didattica, poco "cerebrale"), un Schloss Rametz molto "alsaziano" (speziato-abboccato), un Laimburg ultraessenziale.


Fuori dall'Alto Adige la zona più interessante sembra la Langa. Il vino si fa più alcolico e floreale, senza perdere la minima espressione varietale.

Splendida la purezza dell'Herzu di Ettore Germano, di gran carattere ma non abissale Vajra.

E finisco con l'Oltrepò pavese, con un Monsupello di facile approccio ma di gran beva.

Buoni acquisti a tutti. E coi prezzi state tranquilli (Kofererhof in Enoteca a Merano stava a 15 euro).


 

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