Francesco Annibali
Consulenza Editoria Comunicazione per l'Enogastronomia

 

17/11/2008
Attenti a quei due: Peter e Brigitte Pliger





Due pericolosi sovversivi del gusto ma dai modi pacati.. fin troppo!


Prenotare telefonicamente una visita in cantina è già arduo, tanto è soffice il tono di voce di Peter.


Dalle tinte tenui, ma al contempo dritto e profondo come i suoi vini, spaccato ideale del meglio della binachistica altoatesina: Riesling, Sylvaner e Veltliner su tutti, un po' staccato il Gewurztraminer, lontano da “profumatissimi ciccioni” come Nussabaumer & Co. (paradigma di riferimento del Gewurztraminer in A.A.).



La cantina di Peter è piccola e a suo modo entusiasmante. Non profuma di “vinoso” , ma ricorda piuttosto un negozio di fiori, sa di buono, di pulito, gradevolissima.. e regala forse un timbro olfattivo unico e inimitabile che nasce da un blend di note che non troveremo mai in bottiglie rigidamente prodotte da monovitigno.

Il maso Kuen Hof è antichissimo, 800 anni di età a 700 m di altezza, si trova in loc. Mara – Bressanone, e l'azienda lavora su una superficie di 5,5 ha. Le vigne che circondano il maso sono curatissime, ordinate, sembrano un giardino più che un campo di lavoro, fitte tanto da arrivare ad 8.000 ceppi / ha, adorne di quel floreale su fondo minerale che ritorna sistematicamente nei vini di Peter.



La viticoltura è rigorosamente naturale, non certificata, non da sempre ma dal 1998 , quando l'interesse di Brigitte per le medicine dolci ha contagiato definitivamente lo stile produttivo del marito. Da “vecchio” conferitore dell'Abbazia di Novacella a piccola punta di diamante di una viticoltura altoatesina che sta diventando un modello qualitativo di riferimento per tutto lo stivale.

Vini ottimi, soffusi e persistenti, vitali e non corpulenti, dinamici nell'evoluzione gustativa e, nota altresì tipica di queste valli, decisamente abbordabili. Affinamento rigorosamente svolto in grandi botti di acacia che lasciano respirare le creature senza soffocarle con profumi “estranei” e spesso di gran moda. Anche questa, una bella abitudine che molti produttori potrebero e dovrebbero tener presente.






Peter vince premi a ripetizione, viticotore sostenibile dello scorso anno per la guida GR-SF, eppure è rimasto una persona mite, paziente anche verso l'ignoto visitatore e, soprattutto, modesta. Una di quelle che potrebbero camminare a 5 m da terra e che, invece, al cospetto dell'n-sima domanda dell'appassionato, con tutta la calma del mondo e con un sorriso limpido e consapevole, può serenamente rispondere: “sai, non lo so mica”. Quale fosse la domanda poi, non è così rilevante. Chapeau per la sincerità.



Ultima novità, i tappi a vite Stelvin su tutta la linea. Neri, eleganti, funzionali. E se ad investirci è un produttore i cui vini migliorano inesorabilmente con l'invecchiamento in bottiglia, qualcosa vorrà pur dire...


Alessandro Morichetti
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