Francesco Annibali
Consulenza Editoria Comunicazione per l'Enogastronomia

 

04/11/2008
A bad moon rising

“I see a bad moon rising”, cantavano i Creedence Clearwater Revival e, in seguito, anche l’immenso Bruce.

Civitanova Marche, stazione ferroviaria, giovedi 30 ottobre, ore 07:41.
L’Intercity Plus D’annunzio mi accoglie col solito odore di freni bruciati, plastiche sporche e stoffe impolverate. La carrozza 6 è priva di scompartimenti. Coppie di sedili di fronte, separate da un tavolino.
Davanti a me, una signora avanti con l’età. Nelle guance gli anni e i pranzi coi parenti, per dirla col Cremonini di PadreMadre. Profuma di sapone, la signora, e di bucato. I sacchetti della spesa imbottiti di panini taglia XXL, le telefonate inutili ai nipoti sul loro stato di salute, le mani piene e nodose, che sembrano uscite dai Mangiatori di Patate di Van Gogh.



Estraggo dal borsello la Gazzetta. La signora mi guarda e fa un mezzo sorriso. “Mannaggia che giornataccia, il tg4 sul meteo c’acchiaappa seempre”. Le sorrido con gli occhi, li roteo. Fuori, appena pioviggina. E non fa manco freddo. Il Milan che sorpassa l’Inter, Gigione Mastrangelo che fa pace con la Mezzaroma volley, la solita intervista al calciatore, originale quanto un Supertuscan. La signora tira fuori Eva Express.

Io passo alla Repubblica. Il clima cordiale tra noi due s’inceppa. Brunetta Brunetta, perché Prodi non ha pensato a te?, mi chiedo. Alzo gli occhi, le curve della Folliero esplodono dal giornale della mia dirimpettaia, e mi aprono la bocca. Sento un lieve calore sul collo. Mi rituffo nel Tabloid, cullato dall’alta velocità.

Passo a The World of Fine Wine. Bettane, al vetriolo sulla tipicità, denso e straordinario come un Occhio di Pernice Avignonesi. “Ammò ci shtà pure le rivishte ‘sli ’vì ‘nninglese…”, mi rimbrotta con severità e un evidente filo di disprezzo la dirimpettaia. Pescarese o chietina, penso io. “…Eh…si”, abbozzo un sorriso, incartato. “E poi co tutti shti ‘mbriache a lu volante, MAH!”, rincara, senza dubbi.


Stazione di Bologna.
Salgono due ragazzi di colore e si siedono spalla a spalla l’un l’altro alla mia sinistra, oltre il piccolo corridoio. Una ventata di fresco mi punge le narici. Ma tu senti questi profumi americani…a me stanno male, addosso a questi ragazzi sanno di prato e di sedano, penso. A Parma scendono. La signora che li aveva davanti ricomincia a respirare. “Per fortuna che sò scesi” sorride, ad alta voce a elemosinare empatia, “C’avevo fame, e co ‘lle facce davanti nun ce rieshco a magnà”.


Milano.
Treno di ritorno. Riprendo The World of Fine Wine. Tom Stevenson sull’importanza del dosaggio, questi nuovi Champagne secchi secchi che secondo lui invecchiano male. Alla mia sinistra, oltre il piccolo corridoio, la piccolo borghese anzianotta. Bigotta e benvestita. La giacca firmata non infilata, ma appoggiata sulle spalle chiuse, incurvate in avanti. Le mani lisce e affilate a rincorrerla di continuo. La signora sa di canfora e naftalina. E di alito cattivo. Figlia al seguito. Non brutta, ma castigata si. E quella terribile montatura degli occhiali che fa tantissimo professoressa stronza di Latino. Quelle secchione, poco brillanti, che al classico erano le cocchine del Preside, 60/60, e poi all’Università…si, quelle che poi all’Università…il treno è tanto, la compagna di camera fuma, eccetera, penso io.


Bologna.
La carrozza si riempie di studenti. Uno di loro si siede di fronte a me e apre un libro di Economia. “E poi il caso di Perugia dimostra INCONTROVERTIBILMENTE che questi studenti pensano solo a drogarsi” vomita cattiva al proprio dirimpettaio, alzando la voce, la bigotta benvestita. Io e il ragazzo di fronte a me ci guardiamo, e ci regaliamo un micro sorriso. “Per carità, anche gli operai si drogano, ma negli studenti c’è più PERVERSIONE”, insiste a voce alta.


Civitanova Marche, a casa. 22:30.
Pisciatona a fiumi, la scorreggia, mi lavo le mani un paio di volte. in camera, ma mia figlia già dorme. La bacio su una tempia. Corro ad accendere il computer e subito sul sito di Ryanair. Conto con ansia quanti voli partono su Stansted dalle mie parti. Perugia uno, Pescara uno, Ancona e Forli addirittura due al giorno. Mi tranquillizzo, allora. E riprendo in mano The World of Fine Wine.

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