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| 23/10/2008 |
| Due sorsate con...Giulio Perugini |
Nome e cognome, età, cosa fai Giulio Perugini, nato a Roma il 24 settembre 1963, 45 anni da poco compiuti. Faccio le pizze ed i piatti nel mio locale. Cucino in giro e credo di essere stato un precursore nel pensare ai piatti in funzione dei vini. Amo il cibo ed il vino da sempre. Ho speso tanti denari per questa mia grande passione, che peraltro non è la sola, amo infatti moltissimo anche l'arte e la musica. Ho cambiato e fatto cose diverse nella mia vita, liceo classico alle superiori, poi laurea in ingegneria meccanica (presto e benissimo), ufficiale nella marina per circa 2 anni, poi una breve esperienza in P&G, e 14 anni, di cui gli ultimi 4 come direttore, in IBM. Sono stato un grande sportivo fino ai 35 anni, tennis, calcetto, nuoto, sci e pallavolo, su base quasi quotidiana.
Ad Imperia il 4 luglio 1981. Era il giorno della finale di Wimbledon, in cui Jonh McEnroe (lo sportivo che ho amato di più insieme a Larry Bird, Gilles Villeneuve, Paulo Roberto Falcao, Agostino Di Bartolomei, Brian Robson) sconfisse Borg. Non posso dire che feci male, feci parecchie flessioni, una cosa piuttosto singolare direi, ma la mia testa era altrove.
Non facile, si attraversano diverse fasi; se si vuole e se si può chiaramente, alla scoperta dei grandi vini veri. Penso dovrei dire Barbaresco S.Stefano Riserva 1988 Giacosa, la boccia che mi fece individuare, per primo, il descrittore di "brodo di carne" nei vini di Giacosa. La prima la bevvi nel 1995. Da allora scelsi di interessarmi solo ai grandi vini.
Non mi sento un fenomeno, ma ho visto e soprattutto letto, maggiormente negli ultimi anni dove la cosa è andata di moda, talmente tante scemenze in tema di abbinamento, che non è semplice rispondere. Non basta il "titolo" di un piatto, la descrizione o gli ingredienti, bisogna avere in mente (parola a me carissima" la "architettura" di un abbinamento, come un certo piatto si gioca le sue carte e quale vino può, per assonanza o per contrasto, giocare insieme a lui la partita. Detesto i vini rossi con i formaggi, ovviamente le bollicine con i dolci, i vini del cazzo ed i piatti del cazzo.
Un piatto che fu messo a punto nell'estate del 2005: gnocchetti con ragù di gallinella di mare (chiamata testola in ancona) e pesto. Si abbina a Barolo/Barbaresco maturi.
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Francesco Annibali © 2007 - Comunicazione enogastronomica
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