Un delicato, sobrio ed elegante profumo di felce e frutta è un preambolo quasi inatteso per una soffice spumosa esplosione in bocca di gusto, di una profondità e intensità tremende. Quasi senza fine su un costante mirabile equilibrio di morbidezza e freschezza. E’ il millesimo 1997 di Le Mesnil, unica etichetta prodotta da Salon, maison di Le-Mesnil-sur-Orge, il Grand Cru più prestigioso della Cȏte des Blancs.

Veronelli diceva che i grandi champagne profumano di sperma. Io non posso confermare per il momento, ma sono sicuro che questo è un grande vino. Non sono certo né il primo né l’ultimo a esaltare Salon, ma è un assaggio dovuto per avere un riferimento, per capire a quale livello di perfezione può arrivare la presa di spuma di uno spumante, per tarare un metro di giudizio, infine, per la più grande degustazione di champagne che si può fare in Italia, la Giornata Champagne di Milano, svoltasi quest'anno il 6 ottobre.
169 etichette tra brut senza annata, rosé e millesimati presentate da 59 aziende, tra grandi maison, cooperative e singoli vigneron, tutte provenienti rigorosamente dalla Champagne.
Parlando degli champagne “umani” abbiamo registrato nel complesso un livello e un panorama di gran livello qualitativo ma assai diversificato a seconda degli uvaggi, delle tecniche di vinificazione e delle zone di provenienza all’interno della denominazione. La descrizione di tutti gli assaggi fatti sarebbe a dir poco noiosa e ci piace allora segnalare alcune, tra aziende e singole etichette, che ci hanno sedotto.
A cominciare da Jaquesson con la sua sorprendente Cuvée N 732 Brut,dal classico uvaggio champenois proveniente in gran parte dalla vendemmia 2004. Uno champagne di gran carattere con un intenso bouquet centrato su agrumi e liquirizia esaltato dal basso dosaggio, caratteristica di questa maison di Avize.

Come decisamente gustoso è stato il Brut Premier proposto da Louis Roederer, uno champagne stile aperitivo completo, morbido e equilibrato.
Passando ai millesimati, grandioso è stato il Millesimé 1996 di Bruno Paillard di Reims. Un equilibrio di Pinot nero e chardonnay con 11 anni sui lieviti che si dipana con profumi fungini e frangranti e un lughezza impressionante.

La Grande Sendrée 2002, presentato da Drappier, azienda un tempo nota per essere la preferita dal generale De Gaulle, è uno champagne prodotto da vecchie vigne dal bouquet cremoso di grande eleganza e perfetto equilibrio.
La “Cuvée 225” 1999 di Nicolas Feuillatte, una cooperativa i cui prodotti sono tra i più venduti in Francia, è uno champagne caratterizzato dalla maturazione dei vini base in botti di castagno prima dell'assemblaggio, che arricchisce il già complesso corredo fruttato della cuvée.
Ma forse il più sorprendente è stato il Grand Cellier d'Or Premier Cru 1991 (!) proposto da Vilmart. Uno champagne con lo chardonnay in prevalenza sul pinot nero, maturato in legno, come vuole la grande tradizione francese, sboccato nel 2003. Ricchezza e complessità (note di zabaione e frutta) da bere senza sosta.
Tra i rosé abbiamo preferito di gran lunga il Brut Grand Rosè de Bouzy di Paul Bara del comune di Bouzy appunto. Uno vino prodotto da uve pinot nero provenienti totalmente da vigneti grand cru, dai gradevolissimi profumi di fragola e frutti di bosco e un magistrale equilibrio che ne esalta la bevibilità.
Infine una doppia segnalazione per due belle realtà biodinamiche, Fleury e Leclerc Briant.
Fleury, della zona de l'Aube, pioniere dell'agricoltura biodinamica in Francia, segnalato nel 2008 come viticoltore dell'anno addirittura da Michel Bettane, ha proposto una batteria di ottimi champagne a prevalenza pinot nero dal gran gusto vinoso, caratterizzati da una carbonica molto fine, una bella sapidità e da una sorprendente pulizia.
Un alta qualità dei vini di base e un gran gusto saporito anche per gli champagne di Leclerc Briant, che ha presentato in particolare una Cuvéè Divine 2001 davvero strepitosa che fa totalmente onore al nome che porta, caratterizzata da un inconfondibile e piacevole finale agrumato.
Una degustazione, organizzata dal Centro Informazioni Champagne di Milano (rappresentanza italiana del Comité Interprofessionel Vin de Champagne con sede a Epernay), dal livello qualitativo assolutamente pregevole, che ha fatto passare in secondo piano i ritardi e i disguidi organizzativi iniziali e soprattutto i terribili flȗtes forniti per la degustazione, che ucciderebbero anche il meno ambizioso dei Prosecco.
N.b. Tutti gli champagne presentati sono distribuiti in Italia.
Maurizio Silvestri