Francesco Annibali
Consulenza Editoria Comunicazione per l'Enogastronomia

 

02/09/2008
In tempi di "scandalo" Brunello...di Alessandro Morichetti

In tempi di "scandalo"Brunello, nulla di più consigliabile che pescare "a caso" in cantina un bel Brunello di Montalcino, magari il 1997 dell'azienda San Filippo di Stefano e Luciana Rosi.


Basta una snasata per avere idee ben più distinte e riportare un pò di chiarezza nel magma delle elucubrazioni enoiche.

Nel vino si riflette l'ampiezza dell'animo umano, e certi vini emozionano proprio perché sussuranno senza urlare e alludono a uno spettro assai ampio di profumi senza che nessuno di essi prevalichi gli altri. Come le grandi personalità, equilibrate, complete o comunque capaci di spaziare ad ampio raggio, ma senza mai voler necessariamente sottomettere l'interlocutore.



Tutto questo per dire che quando da un bicchiere di vino rosso escono fuori piccoli frutti, spezie, una delicata nota carnosa, sottobosco e quei tocchi balsamici che ingentiliscono il tutto.. beh.. "le chiacchiere stanno a zero", come direbbe qualcuno. Ci si emoziona e si gode della compagnia di chi può gustare con voi un così delicato frutto della terra elaborato dall'uomo.

In bocca, poi, il piacere rimane e si prolunga, con tannini ormai addomesticata dagli anni e una piacevolezza di beva davvero affascinante.

Un grande vino deve essere, innanzitutto, buono e godurioso da bere, fino all'ultima goccia.

Che senso avrebbe decantarne ogni caratteristica senza poi aver alcuna voglia di proseguire nel consumo?


 


 


 


Alessandro Morichetti

 


 


 


 


 


 


 


 

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