Nome e cognome, età, cosa fai
Mauro Erro, 29 anni, per dirla alla maniera di Fiorenzo Sartore: Tenutario di enoteca.
La prima volta: dove e quando?
Non ricordo, ma tra le prime volte, quelle che più mi sono rimaste impresse sono le visite ad amici di famiglia nella loro cantina a Caiazzo (in provincia di Caserta). Avrò avuto tredici, quattordici anni, forse meno.
La bottiglia che ti ha cambiato per sempre
Non c’è. Il vino è un percorso. Più accresci la tua consapevolezza e più vai avanti curioso.
Un vino per l’isola deserta
Dovesse esserne una sola di bottiglia: Riesling auslese trocken "R" Saumagen 2001, Koehler Ruprecht.

Un abbinamento classico che non ti piace
Pizza e Gragnano, per rimanere dalle mie parti.
Un grande abbinamento fuori dagli schemi
Credo di non averlo, sono curioso di provare quello che ultimamente ossessiona la mia compagna: panino con la mortadella e riesling.
Il vino più sottovalutato e quello più sopravvalutato della tua regione
I più sopravvalutati: la gran parte dei “supercampani”, e forse la falanghina in termini di volumi di vendita. I più sottovalutati credo siano proprio i più importanti: Taurasi e Fiano di Avellino. Ma dagli stessi produttori. Dovrebbero crederci di più e costruire degli storici in cantina. Entrambi hanno grande potenziale d’invecchiamento.
La cena della vita: dove e quando?
In un ristorantino di Pozzuoli che aveva del pesce freschissimo con degli amici quando mi sono diplomato. Era l’ora.
Un piatto per l’isola deserta
Uno solo??? Bah, il ragù che cuoce tutta la notte come si faceva un tempo ed ora non più.

Una scaletta di vini da sogno
Non amo le bollicine, spumante italiano? Un Giulio Ferrari riserva se proprio devo iniziare con le bollicine.
I bianchi: Sancerre Clos La noire Edmont Vatan, ed uno chardonnay o savagnin di Domaine Labet, Jura.
Rossi: un qualsiasi nebbiolo di alto livello. Barolo, Barbaresco, Gattinara, o i Valtellina di Ar.pe.pe, ma anche Carema o Lessona. Purchè il produttore sia un tradizionalista alla Conterno o alla Beppe Rinaldi. Poi un Borgogna, Pinot Nero, ma di quelli più eleganti e femminili, che so, un Musigny di Amiot-Servelle per capirci.
Con gli zuccheri ho lo stesso rapporto che ho con le bollicine. Ma un Riesling Goldkapsel di Weins-Prum sarebbe un ottimo fine pasto.