E cioè che all'l'Expo 2015 l'Italia del vino arrivi con una immagine splendente e una forza dirompente.
Magari risolvendo nel frattempo i due maggiori problemi che la affliggono: la sovraproduzione (basta con gli incentivi, svp) e la mancanza di una zonazione (almeno nelle zone classiche).
Per raggiungere un obiettivo - ne sono convinto - alla nostra portata: e cioè diventare il n°1 al mondo per il vino rosso.
I tempi ci sono.
Gli uomini...in particolare i burocrati-amministratori...beh, questi veramente non lo so...