<rss version="0.91"><channel><title>Francesco Annibali</title><description>News cominicazione enogastronomica</description><link>http://www.francescoannibali.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Informazione di servizio (29/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p>Carissimi lettori,</p>
<p>da oggi in poi gli articoli saranno pubblicati sul sito di <a href="http://www.enophilia.net/">enophilia</a>, dove troverete anche tutti gli articoli precedentemente inseriti su francescoannibali.it<br /><br />Vi aspetto <a href="http://www.enophilia.net/">QUI</a></p>
<p>Grazie della Vostra attenzione, che mi onora.<br /><br />FA</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=392]]></link></item><item><title><![CDATA[Acidité, mineralité, sapidité. Ovvero: consigli per gli acquisti del vino bianco più cool del momento (18/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ovvero il Rissling (come si scriveva 4-500 anni fa).<br /><br />Chiamato ad assaggiare i migliori Riesling italici 2007 in quel di Naturno, mi sono fatto qualche pallida idea.<br /></p>
<div style="text-align: justify;"><ul><li>La qualità media dei migliori Riesling secchi italiani è senz'altro buona. E chiusa lì;</li><li>Se assaggiati vicino (ma non alla cieca, devo dire) ai migliori Riesling secchi del resto d'Europa - cosa che noi giudici abbiamo avuto l'opportunità di fare il pomeriggio dopo il concorso - <strong>i nostri Riesling fanno moolta, ma mooolta fatica</strong>. E non solo accanto a quelli tedeschi, ma anche accanto a quelli austriaci (a proposito: minchia che roba Pichler e Hirtzberger!!!!!);</li><li>Qualche cosa di di interessante dalla Nuova Zelanda, anche se esecuzioni molto "didattiche". Resto del Resto del Mondo (scusate il gioco di parole) non molto pervenuto.<br /></li></ul></div>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3220/3041661412_a23948fdc3.jpg?v=0" alt="" width="500" height="375" /><br /><em>[l'enologo Vincenzo Bambina e la fine del tavolo. In mezzo, a contare i moscerini, il sottoscritto] </em><br />(Foto di Francesco Pensovecchio)<br /><br />E i nostri, insomma? Vi dò qualche dritta.<br /><br /><em>Se cercate i nervi, le sottigliezze, i vini affilati come lame</em>, le cose migliori provengono dalla <strong>Val Venosta</strong>. Eccellente <span style="text-decoration: underline;">Castel Juval</span>, molto buono il <span style="text-decoration: underline;">Falkenstein di Pratzner</span>.<br /><br />Spostandovi ad est, ovvero in <strong>Valle Isarco</strong>, <em>il vino cresce di potenza e "larghezza"</em>. <em>Alcuni hanno una lieve astringenza e un gusto minerale di roccia bianca, ma sempre attorniati da un frutto eccellente di pesca</em>. Su tutti il <span style="text-decoration: underline;">Rockhof di Konrad Augscholl </span>(non chiedetemi chi sia, non ne ho la minima idea). Bel palato, ma naso rustico/in divenire invece per la "superstar" <span style="text-decoration: underline;">Kaiton di Kuen Hof</span>. Un vino da aspettare, o da caraffare con un bell'anticipo. Sui lieviti, leggermente abboccato ma non pesante, di chirurgica definizione <span style="text-decoration: underline;">Kofererhof</span>, veramente ma veramente ma veramente buono.<br /><br /><strong>Scendiamo un poco a sud</strong> e troviamo un interessante <span style="text-decoration: underline;">Montiggl di San Michele Appiano </span>(bella complessità, anche se una esecuzione didattica, poco "cerebrale"), un <span style="text-decoration: underline;">Schloss Rametz</span> molto "alsaziano" (speziato-abboccato), un <span style="text-decoration: underline;">Laimburg </span>ultraessenziale.</p>
<div style="text-align: justify;">Fuori dall'Alto Adige la zona più interessante sembra la <strong>Langa</strong>. <em>Il vino si fa più alcolico e floreale, senza perdere la minima espressione varietale.</em><br /><br />Splendida la purezza dell'<span style="text-decoration: underline;">Herzu di Ettore Germano</span>, di gran carattere ma non abissale <span style="text-decoration: underline;">Vajra</span>.<br /><br />E finisco con l'Oltrepò pavese, con un <span style="text-decoration: underline;">Monsupello </span>di facile approccio ma di gran beva.<br /><br />Buoni acquisti a tutti. E coi prezzi state tranquilli (Kofererhof in Enoteca a Merano stava a 15 euro).<br /><br /></div>
<p>&nbsp;</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=391]]></link></item><item><title><![CDATA[Attenti a quei due: Peter e Brigitte Pliger (17/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p><br /><br /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3234/3037364631_b037c5afe2_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /> <br /><br /> <a href="http://www.fws.it/associati-az-agr-vitivinicole-alto-adige/kuenhof.shtml">Due pericolosi sovversivi del gusto</a> ma dai modi pacati.. fin troppo!</p>
<div style="text-align: justify;">Prenotare telefonicamente una visita in cantina è già arduo, tanto è soffice il tono di voce di Peter.</div>
<div style="text-align: justify;"><br />Dalle tinte tenui, ma al contempo dritto e profondo come i suoi vini, spaccato ideale del meglio della binachistica altoatesina: <em>Riesling</em>, <em>Sylvaner </em>e <em>Veltliner </em>su tutti, un po' staccato il <em>Gewurztraminer</em>, lontano da &ldquo;profumatissimi ciccioni&rdquo; come <a href="http://www.tramin-wine.it/">Nussabaumer &amp; Co.</a> (paradigma di riferimento del Gewurztraminer in A.A.).

<br /><br />La cantina di Peter è piccola e a suo modo entusiasmante. Non profuma di &ldquo;vinoso&rdquo; , ma ricorda piuttosto un negozio di fiori, sa di buono, di pulito, gradevolissima.. e regala forse un timbro olfattivo unico e inimitabile che nasce da un blend di note che non troveremo mai in bottiglie rigidamente prodotte da monovitigno. <br /><br />Il maso <strong>Kuen Hof</strong> è antichissimo, 800 anni di età a 700 m di altezza, si trova in loc. Mara &ndash; Bressanone, e l'azienda lavora su una superficie di 5,5 ha. Le vigne che circondano il maso sono curatissime, ordinate, sembrano un giardino più che un campo di lavoro, fitte tanto da arrivare ad 8.000 ceppi / ha, adorne di quel floreale su fondo minerale che ritorna sistematicamente nei vini di Peter. <br /><br /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3161/3037369213_f10136a0a8_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /><br /><br />La viticoltura è rigorosamente naturale, non certificata, non da sempre ma dal 1998 , quando l'interesse di Brigitte per le medicine dolci ha contagiato definitivamente lo stile produttivo del marito. Da &ldquo;vecchio&rdquo; conferitore dell'Abbazia di Novacella a piccola punta di diamante di una viticoltura altoatesina che sta diventando un modello qualitativo di riferimento per tutto lo stivale. 

Vini ottimi, soffusi e persistenti, vitali e non corpulenti, dinamici nell'evoluzione gustativa e, nota altresì tipica di queste valli, decisamente abbordabili. Affinamento rigorosamente svolto in grandi botti di acacia che lasciano respirare le creature senza soffocarle con profumi &ldquo;estranei&rdquo; e spesso di gran moda. Anche questa, una bella abitudine che molti produttori potrebero e dovrebbero tener presente.


<br /><br /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3167/3037358721_cd3f60b56b_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /><br /><br />Peter vince premi a ripetizione, viticotore sostenibile dello scorso anno per la guida GR-SF, eppure è rimasto una persona mite, paziente anche verso l'ignoto visitatore e, soprattutto, modesta. Una di quelle che potrebbero camminare a 5 m da terra e che, invece, al cospetto dell'n-sima domanda dell'appassionato, con tutta la calma del mondo e con un sorriso limpido e consapevole, può serenamente rispondere: &ldquo;sai, non lo so mica&rdquo;. Quale fosse la domanda poi, non è così rilevante. Chapeau per la sincerità.<br /><br /><img src="http://farm4.static.flickr.com/3026/3037361683_753a5f2632_m.jpg" alt="" width="240" height="160" /><br /><br />Ultima novità, i tappi a vite Stelvin su tutta la linea. Neri, eleganti, funzionali. E se ad investirci è un produttore i cui vini migliorano inesorabilmente con l'invecchiamento in bottiglia, qualcosa vorrà pur dire...<br /><br />
<div style="text-align: right;"><strong>Alessandro Morichetti</strong><br /></div></div>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=390]]></link></item><item><title><![CDATA[Valeria Piccini, o del superamento della "forma" (14/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sì, il titolo è proprio per Lei, Valeria Piccini. Ancor più di tutto ciò che la attornia.<br />Ovvero <a href="http://www.dacaino.it/?Benvenuto~easyadmin:1~italiano">Caino</a>.<br />Ovvero quelle cucine, quei ristoranti, che - scomodo la <em>Rossa </em>- valgono davvero, ma davvero, il viaggio.<br /><br />Un posto da meritare, lontano da tutto, a un'ora e più di curve da Orvieto (per chi viene da oriente), vicino solo a quel casermone per miliardari che accoglie le Terme di Saturnia (ma è possibile un approccio ben più affascinante e "<em>nature</em>" alle proverbiali acque sulfuree, grazie ai meravigliosi e selvaggi bagni liberi delle "cascatelle" lì, ad un passo).<br /><br /><img src="http://www.ilborgonuovo.net/images/saturnia1pag.jpg" alt="" width="350" height="255" /><br /><br />Ma si diceva della cucina di Valeria Piccini.<br /><br />In una ipotetica lista di piatti del cuore - <strong>insieme magari al risotto del <a href="http://www.miramontilaltro.it/">Miramonti l'Altro</a> <em>(il nostro sogno ero (con la erre) gastronomico? Una vassoiata di risotto, un tovagliolo annodato attorno al collo, un mestolo di legno e una boccia assiderata di Krug Collection con 30 anni sulle spalle)</em>, al guanciale del <a href="http://web.me.com/ilrigoletto/Sito_2/Benvenuto.html">Rigoletto</a>, allo scampo zen di <a href="http://www.uliassi.it/">Uliassi</a>, ai cucchiai della <a href="http://www.morenocedroni.it/">Madonnina</a>, ai passatelli asciutti con tartufo e fuagrà del <a href="http://www.symposium4stagioni.it/">Symposium</a>, ai dolci di <a href="http://www.perbellini.com/">Perbellini</a>, all'80% dei piatti <a href="http://www.casavissani.it/">del più grande di tutti</a>, e poco altro</strong> - l'antipasto di lampredotto e trippa, e la lepre con salsa di cacao e sangiovese, troverebbero degno posizionamento.<br /><br /><img src="http://www.dacaino.it/immagini/logo_big.jpg" alt="" width="254" height="258" /><br />Una cucina, quella di Valeria Piccini, dell'"oltreforma", memore dei formalismi e delle tecniche, ma molto oltre.<br /><br />Un cuore arcano addolcito da una tecnica sopraffina, che informa, senza formare, i piatti.<br /><br />Il trionfo della cucina maremmana. E molti di più. <br /><br />La sostanza e il "cuore" della trattoria con le finezze e le complessità del ristorante "grande".<br /><br />Tutto il resto all'altezza (e ricarichi enoici ragionevoli).<br /><br /><strong>Da amare.</strong></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=389]]></link></item><item><title><![CDATA[Riflessioni a margine di Bio&Dynamica (13/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p>Cui ho partecipato settimana scorsa (Merano).<br /><br />Senza entrare nel merito delle valutazioni concettuali (di cui mi sono già occupato più volte), mi pare evidente, assaggi alla mano, che, al momento e limitatamente all'Italia, occorre operare una netta separazione.<br /><br />Da una parte, infatti, ci sono fior di produttori (Podere Salicutti, Foradori, Riecine, Oasi degli Angeli, eccetera) che <em>operavano precedentemente in senso qualitativo</em> - <strong>e in questo caso l'approccio natural/biologico/biodinamico sembra aver fornito "solo" slancio e naturalezza espressiva a vini già eccellenti</strong>; dall'altra, <em>e molto distanti invero</em>, <strong>ce ne sono molti altri che si sono tuffati (affogati?) nel Sacro Verbo, senza avere forse (forse) la adeguata padronanza delle pratiche agronomiche ed enologiche</strong>.<br /><br />In quest'ultimo caso, si ha l'impressione che l'aver abbracciato tali pratiche costituisca anche (soprattutto?) una scusa per immettere sul mercato vini <em>squilibrati</em>, <em>mal eseguiti</em>, quando non addirittora <em>difettosi</em>.<br /><br />Alcune bottiglie (delle quali è pietoso e giusto citare persino il nome) non avrebbero sfigurato per niente a tavola...<br /><br />Sì, ma quella del corso (splendido) sui difetti dei vini organizzato da Vinidea...<br /></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=388]]></link></item><item><title><![CDATA[Non credevo al mio naso (10/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p><img src="http://louisdressner.com/library/images/Chinato%20FR%20web.jpg" alt="" width="268" height="347" /><br /><br />[Barolo Chinato - Cappellano]</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=387]]></link></item><item><title><![CDATA[A bad moon rising (04/11/2008)]]></title><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&ldquo;I see a bad moon rising&rdquo;, cantavano i Creedence Clearwater Revival  e, in seguito, anche l&rsquo;immenso Bruce. </em><br /><br /><strong>Civitanova Marche, stazione ferroviaria, giovedi 30 ottobre, ore 07:41.</strong> <br />L&rsquo;Intercity Plus <em>D&rsquo;annunzio</em> mi accoglie col solito odore di freni bruciati, plastiche sporche e stoffe impolverate. La carrozza 6 è priva di scompartimenti. Coppie di sedili di fronte, separate da un tavolino. <br />Davanti a me, una signora avanti con l&rsquo;età. Nelle guance gli anni e i pranzi coi parenti,  per dirla col Cremonini di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jbjMOWq6G-Q"><em>PadreMadre</em></a>. Profuma di sapone, la signora, e di bucato. I sacchetti della spesa imbottiti di panini taglia XXL, le telefonate inutili ai nipoti sul loro stato di salute, le mani piene e nodose, che sembrano uscite dai <em>Mangiatori di Patate</em> di Van Gogh. <br /><br /><img src="http://www.pulsazioni.net/multimedia/immagini/mangiatori.jpg" alt="" width="770" height="553" /><br /><br />Estraggo dal borsello la Gazzetta. La signora mi guarda e fa un mezzo sorriso. &ldquo;<strong><em>Mannaggia che giornataccia, il tg4 sul meteo c&rsquo;acchiaappa seempre</em></strong>&rdquo;. Le sorrido con gli occhi, li roteo. Fuori, appena pioviggina.  E non fa manco freddo. Il Milan che sorpassa l&rsquo;Inter, Gigione Mastrangelo che fa pace con la Mezzaroma volley, la solita intervista al calciatore, originale quanto un Supertuscan. La signora tira fuori Eva Express. <br /><br />Io passo alla Repubblica. Il clima cordiale tra noi due s&rsquo;inceppa. Brunetta Brunetta, perché Prodi non ha pensato a te?, mi chiedo. Alzo gli occhi, le curve della Folliero esplodono dal giornale della mia dirimpettaia, e mi aprono la bocca. Sento un lieve calore sul collo. Mi rituffo nel Tabloid, cullato dall&rsquo;alta velocità. <br /><br />Passo a The World of Fine Wine. Bettane, al vetriolo sulla tipicità, denso e straordinario come un Occhio di Pernice Avignonesi. &ldquo;<strong><em>Ammò ci shtà pure le rivishte &lsquo;sli &rsquo;vì &lsquo;nninglese&hellip;</em></strong>&rdquo;, mi rimbrotta con severità e un evidente filo di disprezzo la dirimpettaia. Pescarese o chietina, penso io. &ldquo;<em><strong>&hellip;Eh&hellip;si</strong></em>&rdquo;, abbozzo un sorriso, incartato. &ldquo;<strong><em>E poi co tutti shti &lsquo;mbriache a lu volante, MAH!</em></strong>&rdquo;, rincara, senza dubbi.  
<br /><br /><strong>Stazione di Bologna. </strong><br />Salgono due ragazzi di colore e si siedono spalla a spalla l&rsquo;un l&rsquo;altro alla mia sinistra, oltre il piccolo corridoio. Una ventata di fresco mi punge le narici. Ma tu senti questi profumi americani&hellip;a me stanno male, addosso a questi ragazzi sanno di prato e di sedano, penso. A Parma scendono. La signora che li aveva davanti ricomincia a respirare. &ldquo;<strong><em>Per fortuna che sò scesi</em></strong>&rdquo; sorride, ad alta voce a elemosinare empatia, &ldquo;<strong><em>C&rsquo;avevo fame, e co &lsquo;lle facce davanti nun ce rieshco a magnà</em></strong>&rdquo;. 
<br /><br /><strong>Milano.</strong> <br />Treno di ritorno. Riprendo The World of Fine Wine. Tom Stevenson sull&rsquo;importanza del dosaggio, questi nuovi Champagne secchi secchi che secondo lui invecchiano male. Alla mia sinistra, oltre il piccolo corridoio, la piccolo borghese anzianotta. Bigotta e benvestita. La giacca firmata non infilata, ma appoggiata sulle spalle chiuse, incurvate in avanti. Le mani lisce e affilate a rincorrerla di continuo. La signora sa di canfora e naftalina. E di alito cattivo. Figlia al seguito. Non brutta, ma castigata si. E quella terribile montatura degli occhiali che fa tantissimo professoressa stronza di Latino. Quelle secchione, poco brillanti, che al classico erano le cocchine del Preside, 60/60, e poi all&rsquo;Università&hellip;si, quelle che poi all&rsquo;Università&hellip;il treno è tanto, la compagna di camera fuma, eccetera, penso io. 
<br /><br /><strong>Bologna. </strong><br />La carrozza si riempie di studenti. Uno di loro si siede di fronte a me e apre un libro di Economia. &ldquo;<em><strong>E</strong><strong> poi il caso di Perugia dimostra INCONTROVERTIBILMENTE che questi studenti pensano solo a drogarsi</strong></em>&rdquo; vomita cattiva al proprio dirimpettaio, alzando la voce, la bigotta benvestita. Io e il ragazzo di fronte a me ci guardiamo, e ci regaliamo un micro sorriso. &ldquo;<em><strong>Per carità, anche gli operai si drogano, ma negli studenti c&rsquo;è più PERVERSIONE</strong></em>&rdquo;, insiste a voce alta.
<br /><br /><strong>Civitanova Marche, a casa. 22:30. </strong><br />Pisciatona a fiumi, la scorreggia, mi lavo le mani un paio di volte. in camera, ma mia figlia già dorme. La bacio su una tempia. Corro ad accendere il computer e subito sul sito di Ryanair. Conto con ansia quanti voli partono su Stansted dalle mie parti. Perugia uno, Pescara uno, Ancona e Forli addirittura due al giorno. Mi tranquillizzo, allora. E riprendo in mano The World of Fine Wine.</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=386]]></link></item><item><title><![CDATA[La nuova Stella di Montalcino (31/10/2008)]]></title><description><![CDATA[<p>(E poi tutti a lamentarsi che le guide non servono...).</p>
<p style="text-align: justify;">In programma, le libagioni sarebbero state consumate da <a href="http://www.dacaino.it/">Caino</a> (si rivelerà poi la migliore cena degli ultimi anni - ne riparlerò).</p>
<div style="text-align: justify;">Memore dei ricarichi <em>kafkiani </em>del favoloso ristoro maremmano (che si riveleranno ammorbiditi), inizio a consultare l('unica che leggo)a Guida ai Vini 2009 dell'Espresso.<br /><br />Ai piani alti, di toscani a prezzo umano, c'è questo <a href="http://www.stelladicampalto.com/"><strong>Rosso di Montalcino 2005 di Stella di Campalto</strong></a>.<br /><br />Ristorante. Arriva la carta dei vini. Dritto su Montalcino: c'è, a 30 euro.<br /><br /><strong><em>Una meraviglia di espressione sangiovese, una bevibilità quasi imbarazzante. Solo un poco leggero nel finale (piante giovani? pioggia? sottoestratto non credo, visto il colore perfetto), ma non si indurisce.</em></strong><br /><br />Da non perdere, davvero.<br /></div>
<p><br /><img src="http://www.stelladicampalto.com/immagini/bottiglia.jpg" alt="" width="285" height="423" /></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=385]]></link></item><item><title><![CDATA[Un master, per chi di vino ne vuol sapere sul serio (28/10/2008)]]></title><description><![CDATA[<p>Volete farvi una <span style="text-decoration: underline;">seria </span>cultura sul vino? Un modo, tra gli altri, è quello di iscriversi, entro il 21 novembre 2008, al <strong>Master universitario in Management e Marketing delle aziende vitivinicole</strong>, organizzato dall'Università di Macerata.</p>
<p>Riservato ai professionisti del vino, si occuperà di formare manager dediti alla filiera enologica.<br /><br />Enomanager, insomma.</p>
<p>Alcuni dei docenti: <strong>Roberto Potentini</strong>, enologo di fama, <strong>Ampelio Bucci</strong>, produttore vinicolo, interprete dell'anima più delicata e profonda del Verdicchio dei Castelli di Jesi, <strong>Antonio Attore</strong>, (grande) giornalista enogastronomico, e anche...il sottoscritto.<br /><br />Parlerò del gusto attuale degli appassionati, in confronto con quello di pochi anni fa, e con quello dei consumatori meno esigenti.</p>
<p>Trovate la locandina <a href="http://www.francescoannibali.it/writable/uploadfile/master%20enomanager_0.pdf">qui</a>.<br /><br /><a href="http://www.master-enomanager.it/">Qui </a>invece il sito.</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=384]]></link></item><item><title><![CDATA[La cucina sicula. Vista da un Sultano (26/10/2008)]]></title><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Fino ad oggi il fico d&rsquo;india non era propriamente il nostro frutto preferito.<br />Vuoi forse per le spine, o forse per il sapore che trovavamo sempre un po&rsquo; annacquato. 
Stavamo giusto pensando questo, quando ci siamo trovati a grattare nel piatto le ultime gocce della crema di fico d&rsquo;india, base di un delizioso cannolo siciliano accompagnato da una pallina di gelato alle mandorle. Semplicemente godurioso. 
<br /><br />Era l&rsquo;ultima tappa, purtroppo, di un viaggio in Sicilia, difficile da dimenticare ma facile da ripercorrere, anche se non sarà mai uguale, per fortuna. <br /><br />E&rsquo; sufficiente ordinare un menu degustazione, di pesce nel nostro caso (120 euro), al <a href="http://www.ristoranteduomo.it/">Ristorante Duomo di Ragusa Ibla</a>, fiabesca città del sud est siciliano. Città barocca ricostruita esattamente dov&rsquo;era dopo il disastroso terremoto del 1693, mentre più in alto sorgeva la nuova e rampante Ragusa, e che conserva un fascino incredibile e regala situazioni suggestive, a cominciare dai 380 scalini zigzaganti che si devono percorrere per arrivarci dalla città nuova.  
<br /><br /><img src="http://www.volpon.com/blogimages/2005-07-18-14-18-58.JPG" alt="" width="400" height="300" /><br /><br />Un menu al Ristorante Duomo, quindi, per viaggiare attraverso la ricchissima storia e la <strong>violenta bellezza</strong> del territorio siciliano.<br /><br />Trovarsi sulle colline arse dal sole e tempestate di fichi d&rsquo;india, per le strade bianche a picco sul mare circondate dal finocchio selvatico, sui binari di una vecchia ferrovia circondata da melograni e mandorli, tra i mercati marinari con carretti carichi di gamberi, ricci, sarde,  ma anche delle locali spatola o lampuga. Sapori e profumi della stratificata tradizione culinaria siciliana, sapientemente rivisti, ricombinati e attualizzati nel rispetto assoluto della propria identità. 
<br /><br />Così si possono trovare, solo per citare alcuni piatti (il menu/viaggio è stato lungo e appagante, anche se il ritmo è stato forse un po&rsquo; troppo serrato), <em>gamberi bianchi crudi con latte di mandorla</em>, <em>scampi crudi su riduzione di fichi di&rsquo;india</em>, un delizioso <em>cucchiaio di polpa di ricci di mare e ricotta</em>, <em>filetti di triglia su finta pizza</em> e <em>crema di tenerumi e mozzarella di bufala</em>, gli <em>spaghetti con le acciughe e bottarga di tonno con crema di asparagi e ricci di mare</em>, una classica e buonissima <em>pasta con le sarde</em>, <em>con zafferano  e finocchietto selvatico </em>e<em> la mollicata (muddica atturrata)</em>. <br /><br />Per finire con il famoso <em>cannolo </em>e la <em>piccola pasticceria</em>, specialità dolci nelle quali i siciliani non sono secondi a nessuno. Le paste sono artigianali a base di farina di grani autoctoni. 
<br /><br />La carta dei vini è imponente con le sue mille etichette (peccato non aver potuto fare una visita alla cantina), completamente esaustiva per ciò che riguarda la Sicilia. Depone a favore del ristorante la presenza in carta, oltre che di tutti i grandi nomi dell&rsquo;industria vinicola siciliana oggi sugli scudi, anche dei piccoli vignaioli (<strong>Antonino Barraco</strong>, <strong>Alice Bonaccorsi</strong>, <strong>Arianna Occhipinti</strong> ma anche altri) alfieri coraggiosi di una enoviticoltura naturale di grande qualità. Da Marsala all&rsquo;Etna. 
<br /><br />Ben consigliato dal sommelier abbiamo accompagnato il menu con il <strong>Carjcanti 2005</strong>, un uvaggio di carricante e albanello prodotto dall&rsquo;azienda agricola <strong>I Gulfi</strong>, della vicina Chiaromonte Gulfi. Un bianco deciso dal piacevole timbro sapido minerale e dalla spiccata acidità che allunga il finale pulito su gradevoli note ammandorlate.  
<br /><br />Il Duomo si trova al piano terra del settecentesco Palazzo La Rocca, dichiarato dall&rsquo;Unesco <span style="text-decoration: underline;">patrimonio culturale dell&rsquo;umanità</span>. <br /><br />A conti fatti, crediamo sia legittimo includervi anche la cucina.<br /></p>
<div style="text-align: right;">Maurizio Silvestri<br /></div>
<p style="text-align: justify;"></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.francescoannibali.it/news.asp?id=383]]></link></item></channel></rss>